Il mio viaggio di Consapevolezza

Il mio viaggio di consapevolezza

inizia durante la mia adolescenza, età della vita in cui cerco introspettivamente risposte dentro di me su ciò che Sono, su ciò che mi appassiona, su ciò che mi fa paura, a volte nutrendo sogni come via di fuga da qualche scomodità, altre affrontando i cambiamenti tipici della pubertà.

Nell’arco della mia vita ho incontrato diversi strumenti che mi hanno aiutato a conoscermi nel profondo, abbandonando la comoda superficie di apparente tranquillità. Nessuno di questi strumenti mi ha offerto soluzioni, ma solo indicazioni, tracce, “molliche di pane” da seguire per ritrovarmi faccia a faccia con parti di me che non riuscivo a guardare, o semplicemente ignoravo.

Su tutti, lo strumento di Human Design ha segnato la mia vita, perchè mi ha portato verso un bivio in cui scegliere. Da una parte continuare sulla strada abitudinaria, dall’altra intraprendere una nuova strada, basata su differenti presupposti. Ho sentito forte il richiamo verso un cambio, verso l’addentrarmi nella vita vera, oltre il “sopravvivere”.

Da qui ho iniziato il mio viaggio, che tuttora prosegue perchè non ha una meta: la strada si apre camminando e rispondendo ai vari stimoli che si presentano.

Una delle cose che ho deciso di abbandonare a quel bivio è stato il bisogno di pianificare, di definire obiettivi, di stabilire risultati. Niente performance, niente sforzi e niente slogan dal tono: “diventa ciò che vuoi, ottieni ciò che ti prefiggi”. Preferisco godermi momento per momento quello che scopro nel tempo presente, adesso, qui e ora. Vedo l’orizzonte ma mi concedo al prossimo passo senza aspettative: non mi attacco all’esperienza, ne assaporo il gusto, il suono, il richiamo.

Mi annoto le impressioni, le percezioni, le sensazioni e poi le lascio fluire. Le considero un regalo della vita, unico, irripetibile. D’altronde anche lo stesso regalo fatto in momenti distinti mi trova mutata.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze […]

Itaca

Costantinos Kavafis

Lascio che sia. ho smesso di voler essere, di competere con un’immagine ideale.

Condivido le varie tappe di un percorso che è sì individuale, unico ma può anche seminare impronte riconoscibili, disponibili per qualche altro viaggiatore. A mia volta mi sono mossa su un terreno battuto da chi è arrivato prima di me ad alcune scoperte, ad alcune consapevolezze.

Sapendo che la stessa consapevolezza abita una diversa Forma e come tale muta, si modella in maniera differente, germina con altri frutti.

Il mio incontro con Human Design

La parte di noi che piange

Il mio viaggio di consapevolezza