La dualità è il modo con cui diventiamo consapevoli.

La coscienza vuole conoscere se stessa. Per questo ha bisogno di uno specchio, di permettersi il lusso di perdere una parte di sè per guadagnare il tutto…

Sosta nel rumore per concedersi silenzio, scoprendone nel suono gli infiniti accordi.

Ti ritrovo in un temporale e ti perdo in una limpida giornata di sole. Troppa luminosità e azzurro non fanno per te: hai sfumature cangianti a tinte forti, tu. E il tuo paesaggio è capace di mutevoli e repentini cambi di scenario.

A volte ti accorgi di aver trattenuto a lungo un carico di pioggia che vuole riversarsi ribelle e inondare gli argini, sapientemente costruiti per sedare la tua forza. I tuoi demoni interiori dormono un sonno leggero, seppure tenti di sedarli con opportune lusinghe. I tuoi angeli invece, hanno ali lucenti e lustrate, pronte a sostenerti nel più arduo volo.

Stranamente riesci ad essere più severo con i primi e più indulgente con questi ultimi, che vedi spesso riflessi in chi incroci lungo il tuo cammino. Eppure la tua natura li nutre entrambi con estrema precisione.

Agli uni riservi uno spazio nella tua fantasia creativa, dove li lasci uscire allo scoperto più facilmente e senza conseguenze fuori controllo. Agli altri concedi il beneficio di accompagnarti nella quotidianità più ordinaria, nei gesti ripetitivi in cui ci sei solo a metà, o quel tanto che basta per non scardinare un ordine fittizio.

Bussano alla tua porta nei momenti di forte pressione, quando salgono dalle profondità viscerali le tue memorie più antiche, chiedendoti una forma e un suono con cui poterli rappresentare. Sono solo ombra che non ha consistenza e per questo vogliono conoscere la luce almeno una volta.

Hanno scorto i doni poderosi della metà celeste e quanto spazio concedi ad essi, tenendo incatenati e reclusi i loro potenziali inespressi. Anche se soffochi dentro di te i loro lamenti, ne conosci il tormento e l’insistenza. La voce li lascia trapelare in una nota scordata del tuo dire, o in un gesto contratto dei tuoi muscoli.


Non puoi avere il controllo, questa è una lezione che ti è difficile da accettare. Il controllo su quello che esprimi, su quello che reprimi e persino sui tuoi silenzi, che risultano più densi dei tuoi slanci impetuosi pregni di parole.

Insegui una pace che è assenza di guerra, senza comprendere che quella, in realtà, risiede solo dove si è combattuto con coraggio sul terreno della contraddizione.

Un’oasi di tranquillità che ti precede sempre di un passo a mostrarti che non è irraggiungibile ma va guadagnata. Il suo prezzo non è un sacrificio inutile, ma di un’integrazione inconsueta.

Non serve smettere di chiedere e rinunciare ad osare. La tua essenza è dotata di ampi spazi in cui potersi muovere senza briglie e senza catene, come si conviene ad un re che non ha bisogno della corona per farsi riconoscere.

S’ARRENDE CHI SENTE

S’ARRENDE CHI APPRENDE

S’ARRENDE CHI CELEBRA

con sacro rituale

la sua natura DUALE

La libertà ti sembra sempre un lusso che non ti spetta fino in fondo. Eppure la tua anima la reclama con presunzione e caparbia, ma per sentirla fino in fondo ha bisogno di ostacoli esteriori, ancora sorda ai limiti interni con cui teme di fare i conti.

Nessun pegno da sacrificare a qualche dio tiranno. Il cuore è saldo nel proposito che lo infiamma di desideri e di passioni, seppure celate da insicurezze.

Puoi deporre le armi che tieni salde per difenderti da una solitudine che non ti ferisce, anzi lenisce i tuoi affanni a lungo sopportati senza consapevolezza.

Puoi recarti senza timore alla soglia di quei demoni che, più tenti di ignorare, più invocano il tuo perdono a gran voce.

Puoi guardarti allo specchio, senza paura di essere risucchiato nell’immagine sbiadita che solo i tuoi occhi si ostinano a trovare. Ti basta lasciarli inumidire perché vedano di nuovo nitido.

La tua ombra e la tua luce tornano a conciliarsi in un’alternanza che si esprime a ritmo. La Giustizia fa rima con Bellezza, in un ordine ristabilito.

In un gioco di contrasti solo apparenti, fluisce la risposta che da tempo rincorri, che ossessivamente imprimi sul tuo foglio bianco, consumato di domande che non puoi ricevere.

S’arrende chi sente

s’arrende chi apprende

s’arrende chi celebra

con sacro rituale

LA SUA NATURA DUALE